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presentazione  

La maiolica che creo, all'interno della mia bottega, nasce dalla sintesi tra la mia passione per la produzione sei e settecentesca di Castelli e la mia particolare sensibilità per il paesaggio naturale.

Mi interessa raffigurare un tipo di vita che oggi sembra non appartenerci più, ovvero quella che scorreva lentamente, in armonia con la natura e lo svolgersi delle stagioni. Amo molto rappresentare scene di vita nei campi, scene che appartenevano alla mia terra o a quella contigua abbruzzese, sino alla prima metà del novecento. Spesso mi ispiro alla pittura che seppe evocare quelle atmosfere, al contempo gioiose e nostalgiche. La vita nei campi rappresenta per me quell'ideale di serenità e bellezza che ancora oggi può cogliersi non appena ci si allontana dalla città e ci si addentra nel paesaggio collinare circostante.

Il centro urbano, la città o qualcuno dei paesini del territorio piceno compare, spesso, sullo sfondo dei paesaggi da me creati. Dall'alto di una rupe si scorgono, dietro alla vegetazione, gruppetti di case, tetti e sopattutto torri, tanto comuni in questi luoghi. Il centro abitato, dunque, dà l'impressione di un luogo dal quale ci si allontana e al quale si torna la sera per trovare riposo.

La pacatezza che cerco di infondere nei visi dei miei personaggi e persino nell'espressione degli animali, che insieme all'uomo vivevano e lavoravano, sta a significare proprio un attegiamento di accettazione dello scorrere della vita.

Questo mio amore per la natura e la vita rurale è stato certamente influenzato dal fatto che, quando ero ancora bambina, la mia famiglia si trasferì in campagna. Io e mia sorella potevamo, finalmente, godere della vita all'aria aperta, correre nei campi, arrampicarci sugli ulivi e stare a contatto con gli animali.

Senza dubbio una certa influenza sul mio immaginario la ebbero anche i racconti dei miei nonni, stabilitisi ad Ascoli ma originari della pianura padana, ove avevano sempre vissuto a contatto con la terra.

Nelle parti più decorative delle maioliche, in particolare sulle tese dei piatti, do libero sfogo alla mia passione per i fiori e per gli uccelli. Spesso, sottolineo, con un esplodere gioioso di fioriture, la stagione in cui si svolge la scena rappresentata nel cavetto. In altri casi, mi piace raffigurare sui bordi fiori e animali con precisione botanica e naturalistica, spesso, prendendo spunto da Giovanna Garzoni, pittrice ascolana di nature morte, vissuta nel seicento.

La mia maiolica può, dunque, distinguersi in due tipi principali di produzione: da un lato quella paesaggistica e dall'altro quella prettamente castellana, sebbene non esista una cesura netta fra le due. Infatti, la mia maniera di raffigurare il paesaggio risente molto dell'influenza castellana.

Talvolta, comunque, amo riprodurre fedelmente i paesaggi tipici di Castelli, specialmente quelli creati all'interno della bottega dei Grue nel sei e settecento. Si tratta di paesaggi in cui gli uomini compaiono spesso come viandanti accompagnati dai loro asini, oppure scene di vita arcadica o mitologica.

Una mia particolare passione è rappresentata dalle scene di battaglia. E', naturalmente, una passione di carattere meramente estetico, che non riguarda il tema astrattamente considerato, ma consiste in una ammirazione per la bellezza con cui viene reso il groviglio di uomini e animali. Questa bellezza cerco di riprodurre fedelmente nelle mie maioliche.

maria giulia al lavoro  

Maria Giulia Alessi nasce a Ascoli Piceno il 23 maggio 1971. Parallelamente al suo ordinario corso di studi (diploma al liceo scientifico, laurea in legge), coltiva la sua passione per il disegno e la pittura. Frequenta corsi e seminari di acquerello con, tra gli altri, Federico Oppedisano (allievo di Pedro Cano). Dopo la laurea, comincia ad appassionarsi alla maiolica antica, specie castellana. Comincia a frequentare alcune botteghe di ceramica cittadine allo scopo di apprendere la tecnica di decorazione su ceramica. Nel 2003, al termine del corso tenutosi presso la scuola professionale regionale di Ascoli Piceno, ottiene la qualifica di "tecnico della decorazione ceramica". Partecipa ad alcune mostre, tra le quali quella tenutasi nel 2004 a Collegno, in provincia di Torino, con tema "i vasi officinali". In tale occasione riceve una menzione speciale da parte della giuria. Dopo la nascita dei suoi due figli, nel 2007 apre la sua bottega "Maiolica Viva", ad Ascoli Piceno. Viene selezionata per partecipare alla mostra mercato "Argillà" tenutasi a Faenza il 6 e 7 settembre 2008. Nel corso dello stesso anno partecipa alla mostra per ceramisti in possesso del marchio CAT (ceramiche artistiche e tradizionali), presso il museo della ceramica di Ascoli Piceno.

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